venerdì 15 dicembre 2017

Pensieri

Mi preoccupano molto le escalation di violenza  verbale delle istituzioni, i loro cattivi modi, i cattivi comportamenti e il loro cattivo modo di confrontarsi. Non parlo  di quelli appassionatamente accesi, ci mancherebbe, ma delle offese e della volgarità con cui ci si rivolge all'altro... non per prenderne, con la ragione, il sopravvento ma piuttosto come modo di colpire e svilire. 
Questi modi denotano la statura morale di chi li usa  e non posso stupire se poi qualcuno di loro ride contento e si frega le mani per il terremoto che distrugge vite,  paesi e speranze... se dicono che a loro non importa della morte dei bimbi e degli aumenti  dei  tumore.   E' evidente che per loro noi siamo carne da macello, un (il)  modo di guadagnare, in fretta, denaro e potere.   
E poi, a cascata, quei modi  sono diventati quelli delle persone comuni, di chiunque abbia una pur minima forza da esercitare sull'altro in qualche modo indifeso... ogni furbata  viene giustificata e ogni senso di colpa annullato.  
E così  sarà western e solo  quando ci stuferemo di queste "libertà",   ci ricorderemo della  legalità,  di normalità, ordine e li invocheremo. 
A questo punto ci sarà qualcuno che  proporrà di mettere le cose a posto...
Ma questa storia l'abbiamo già vista e sappiamo quanto dolore  ci è costato perciò... pensiamoci adesso. 
Pensiamoci quando andremo a votare. 
Pensiamoci quando ascolteremo i dibattiti, si fa per dire, in tv e dovremo formarci una opinione. 
Pensiamoci quando noi stessi saremo tentati di usare i loro metodi. 
Pensiamoci bene, insomma. 



lunedì 11 dicembre 2017

Fra 14 giorni sarà Natale


Da qualche giorno ho aperto il blog natalizio,
chi crede lo può sfogliare qui:




domenica 10 dicembre 2017

Dice il Papa


Il lavoro precario uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società
Il lavoro in nero e il lavoro precario  uccidono
Ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone
Il lavoro che vogliamo, libero, creativo, partecipativo e solidale
Senza lavoro non c’è dignità

Papa Francesco

(l'unica persona che, oggi,  eleggerei)


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Art. 1 
"L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione


giovedì 23 novembre 2017

No alla violenza



Tante voci, tante, a commento delle molestie  maschili  verso giovani  attrici che hanno denunciato pubblicamente nomi e fatti.  Il problema di cui si parla, ed è lampante, è tutto maschile.  Se non fosse così ci sarebbe uno scambio e la soddisfazione sarebbe da entrambe le parti ma così non è stato e  non è incredibile che invece  loro, i "certi maschi"  stiano raccogliendo tanta solidarietà  mentre le donne sono  state messe alla gogna?

Beh, a pensarci bene, che c'è di strano?  C'è scritto persino nella bibbia come stanno le cose per le donne...  quell'Eva si fece tentare dal serpente (maschio) e l'umanità fu condannata a pianto e stridore di denti. In una zona africana, dove non si sa nulla della bibbia e delle sue storie, la donna sconta la stessa sudditanza verso il genere maschile per essersi addormentata, nell'antichità,  mentre custodiva il gregge che andrò così disperso.
Leggende a parte (non credo a nessuna, naturalmente) è facile pensare che la forza fisica sia sempre quella che prevale e che è capace di dare ragione a chi non l'ha e non è giusto l'abbia.

Il senso di colpa... che grande mezzo di distruzione della persona e dei suoi diritti...

Le donne del mio tempo sanno come, fin da piccole, si  sia dovuto prestare attenzione a ogni particolare, ogni segnale che facesse presagire un incontro pericoloso. Noi ragazzine della scuola media, ad esempio, ci siamo sempre dovute difendere dagli individui anziani che si posizionavano dietro noi, sul tram, per strofinarsi sui nostri glutei. Imparammo a difenderci con ogni strategia.. e con la distanza rappresentata dal pacco dei libri legati con l'elastico e con le pestate sui piedi con i tacchi delle scarpe che, a quell'epoca, erano di duro cuoio. Un piccolo sussulto alle nostre spalle e il fastidio cessava.

No, non mi stupisce il clamore seguito al caso del produttore americano, non avevano denunciato le stesse molestie le ginnaste russe? Erano poco più che bambine ma subirono violenze tremente.   E le donne soldato?  E le lavoratrici? No, nessun stupore.
M'ha lasciata invece  sbalordita e disgustata la boutade dello psichiatra Morelli che, intervistato sull'argomento molestie  dichiara:  "Dentro ogni donna c'è una prostituta".
Una frase di questo genere andrebbe perseguita legalmente come istigazione alla violenza di genere e alla sminuizione di una intera categoria di persone. 
Poi, per spiegare la sua brillante tesi dice: "Immaginatevi una bambina di 6 anni che dà un bacio al papà per avere in cambio una bambola. Questa è prostituzione".
E il bacio dato dal maschietto al papà per avere un trenino, che cos'ha di diverso?
E il sorriso smagliante che l'uomo fa alla commessa per avere una precedenza o altro privilegio?   E i favori fatti al capo ufficio per accedere a una promozione?
Suvvia, la prostituzione è altro però in tal modo, Morelli ha messo il timbro su ogni stupro futuro, su ogni scarica di botte, o peggio, che la donna dovrà subire. 

Avrei tante cose da obiettare a quello psichiatra che mai ha avuto la mia stima...  scelgo invece di dare voce a  Vincenzo Puppo, medico e sessuologo che dice:

"Le violenze si possono eliminare solo con la prevenzione primaria, ma quando si parla delle violenze sulle donne, quasi sempre nei mass-media invece di parlare degli uomini che le commettono, l’attenzione è più sulle donne che le hanno subite.
(...)
Tutti gli uomini devono sapere che lo stupro è una tortura e chi stupra un torturatore, non ci sono giustificazioni, non è mai colpa delle donne (...)  il vero uomo è quello che è capace di amare e non si vergogna di amare (anche una sola donna per tutta la vita)".
LEGGETELO PER INTERO QUI

Non tutti gli uomini sono violenti e stupratori, è ovvio, ma...  anche ieri un'altra donna è stata uccisa dal marito. Un uomo cosiddetto normale.  Futili, i motivi.
E una quest'oggi, non si sa da chi,  mentre era fuori col cane.
E' ora di finirla.
E a dire basta siano donne e uomini, insieme. 
E l'uomo che sa di essere violento, perchè lo sa quasi sempre anche se poi si giustifica, vada a farsi curare nei centri appositi. A Bologna ne è appena sorto uno, il sesto in Emilia Romagna e il ventiseiesimo in Italia, che si chiama  "Senza violenza" e promuove il cambiamento del maschio maltrattante.
Come sarebbe bello potersi fidare totalmente e senza paura della persona di sesso maschile che abbiamo accanto. 

lunedì 6 novembre 2017

Dieci anni senza Enzo Biagi

foto dal web


Dieci anni fa Enzo Biagi ci lasciava e questa sera  Rai3  gli dedica uno speciale “Enzo Biagi Testimone del tempo” curato da  Loris Mazzetti.

Chi era Biagi giornalista penso lo si sappia  ma occorre ricordare che era una persona libera, rigorosa e rispettosa.  Mica cose da poco... ma occorre riguardare le sue interviste  per misurarne la distanza, per qualità d'informazione, da quelle odierne. Pur senza fare di ogni erba un fascio, certamente,  perchè le eccezioni ci sono. 




Nel video riportato sopra,  si possono sentire  le motivazioni dell'allontanamento di Biagi dalla Rai   e, al minuto 0,58,  udire la replica all'allora presidente del consiglio da parte  di Enzo Biagi, registrate  nella puntata del suo "Il fatto" che sempre riscosse  successo fra il pubblico dell'epoca.   


Fra i tanti che oggi  ricordano Biagi  con rimpianto, ecco Roberto Bertoni che  QUI  scrive la sua "Lettera aperta a Enzo Biagi"  dicendo:
"Dieci anni, caro Enzo, e l’amara sensazione che molto, per non dire tutto, sia cambiato e quasi nulla in meglio"


giovedì 2 novembre 2017

Umanità


Mattina presto, lungo il corridoio deserto e illuminatissimo non c'è anima viva.  Lo percorro leggendo le etichette degli ambulatori posizionati a destra e guardo i gruppi di sedute che, a sinistra, aspettano. Trovo quel che cerco e siedo poggiando la borsa e le carte su  sedile accanto al mio.
Ancora nessuno. Controllo la data e l'ora dell'appuntamento.. sono entrambi giusti e mi accingo ad aspettare. Sfilo dalla borsetta le parole crociate e una penna, portate per ingannare i pensieri e quel tempo che, in certi frangenti,  non passa mai.

Bartezzaghi mi  sta facendo compagnia da poco quando sento rumore di passi. La persona che si avvicina non porta camice e scruta, proprio come avevo fatto io poco prima, le etichette poste sulle porte degli ambulatori ed io scopro che deve eseguire la mia stessa indagine. Si volta per accomodarsi e io, chissà perchè, sposto le mie carte per farla sedere vicino a me.  E' normale che gli unici esseri umani stiano vicini, no?

La signora è bella, bionda, ha grandi occhi  verde chiaro e una voce gentile. Due secondi dopo ci scambiamo informazioni e preoccupazioni e lei mi rassicura sull'esame che sto per subire e dice che l'unica sua preoccupazione è l'esito. Questo non l'avevo previsto perchè la mia indagine rientra in un gruppo di esami che si  dovranno parlare a vicenda...  mentre per lei non è così.
Mi dice di lei, di quel che ha passato e lo fa senza enfasi, come notizie di cronaca, con una serenità e positività che  sottolinea ad ogni passo e stupisce.
La mia ansia svanisce di colpo, spostata su lei, sul suo esame con relativo buon esito e sento quasi con certezza che tutto andrà bene e sarà così per entrambe.
Non vorrei perderla questa che sento come nuova amicizia e quando mi chiamano dall'ambulatorio 1 le dico sorridendo: "a dopo". A dopo, risponde lei ricambiando il sorriso.
All'uscita la signora non c'è più, ingoiata da una di quelle asettiche porte chiuse. Peccato.

Peccato, sì, ma non la scorderò e il suo sguardo positivo mi accompagnerà a lungo, spero per sempre.


lunedì 30 ottobre 2017

santità





Macché santità... chi si fa servo sarà trattato da servo. 
Che ognuno abbia quindi rispetto di se stesso e abbia a cuore la sua dignità.
Amen.



venerdì 27 ottobre 2017

Film


La rai, se vuole,  sa fare ottime cose e le si ritrova su quel raiplay che ripropone i buoni prodotti televisivi che, chi non ha la tv o va a letto a un'ora decente, non vede.     Ieri ho visto un bel film che mi ha lasciata colma di pensieri e che titola: Margin call.
Gli attori sono tutti di buon livello e la regia è stata davvero brava a  raccontare la crisi economica americana.  A me, digiuna di economia,  ha spiegato come si muovono le banche di affari,   come siamo fatti noi che crediamo di saperci autogovernare e come non si sia capaci di scegliere lo stile di vita più confacente ai nostri effettivi bisogni.
La sfrontata disinvoltura con cui agiscono gli operatori finanziari e le giustificazioni che si danno per autoassolversi, dipingono un mondo a parte, dove i valori non esistono perchè solo uno è degno di attenzione: il denaro. Il loro denaro, naturalmente, che guadagnano vendendo e comperando il nulla.
Per tutta la durata del film, un'attore viene inquadrato mentre mastica una gommina, quelle piccolissime che ormai sono dentro la bocca di tutti, e tutto quel muovere sul nulla fa pensare a qualcosa che non nutre, non s'ingoia ma serve solo a muovere le mandibole. Proprio come lo spostare denaro senza che nulla venga prodotto.
Bel film, da vedere per capire meglio quel che succede ora anche qui, nelle nostre banche e nel giro di interessi commerciali.

Margin call lo si può vedere cliccando  http://www.raiplay.it/programmi/margincall/





mercoledì 25 ottobre 2017

Sergio Endrigo: un grande artista


Anch'io ti ricorderò
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Sergio Endrigo



lunedì 16 ottobre 2017

Ben arrivato!

Lungamente atteso, finalmente è arrivato: è  vestito di nero satinato con  particolari in  acciaio opaco, è piccolo ma contiene il mondo e la mia non è un'esagerazione perchè sto parlando del nuovo computer che aspettavo da tempo.
Nuovo il sistema operativo, nuovi i programmi e nuova la tastiera a sostituzione della vecchia a cui avevo consumati i tasti..  e tutte queste novità le sto vivendo come una piacevole avventura. 
Potremmo vivere, ormai,  senza un computer?  Io non potrei perchè  questa scatoletta offre così  tante opportunità a cui è difficile rinunciare.
Benvenuto dunque al mio nuovo pc a cui non ho ancora dato  il nome. Woodstock, Scout, Pico o forse  Miss Marple?  Ancora non so...