martedì 23 maggio 2017

Buone notizie


Modernamente scompigliato nei capelli, senza giacca, Nicola Lagioia non nasconde la sua soddisfazione per il buon esito del Salone internazionale del Libro di Torino che da quest'anno dirige.  Bene ha fatto chi ha deciso di affidargli tanto incarico perchè Lagioia è  persona intelligente, dinamica e di grande valore. Lo ascolto, da anni, in conduzione alla bella trasmissione radiofonica "Terza pagina" e quindi posso testimoniare la sua preparazione.

A chiusura  della 5 giorni densa di avvenimenti, nel  saluto finale Lagioia  tira soddisfacenti somme e dà appuntamento alla 31esima edizione del Salone del Libro  a cui  sta già lavorando affinchè sia ancora più ricca di quella appena conclusa e che si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018.  Annotiamo  l'appuntamento nella nostra agenda.
Congratulazioni a  Nicola Lagioia, ai suoi collaboratori e agli Editori indipendenti che hanno creduto nella manifestazione.

Link del Salone tutto da sfogliare


domenica 21 maggio 2017

Quando










Quando

Quando la vita mi avrà lasciato indietro
mia sorella dirà che sempre mi ha amato
mio fratello che ero una brava persona
e altri scoveranno virtù che non ho avuto

ma i figli miei...

Ah voi cari amori miei...
direte quel che per me più conta
che ha reso la vita degna d'essere vissuta
quel che m'ha fatto al destino grata

direte: era mia madre.



Sari

mercoledì 17 maggio 2017

Pensieri


Del neo presidente francese si è detto e scritto di tutto, a proposito e sproposito, e staremo a vedere che farà...  però, a causa sua, un poco d'invidia verso il popolo francese l'ho.  Anche a me piacerebbe  un presidente che sventola la bandiera nazionale e grida: viva la patria... perché qui da noi,  sulla bandiera, capita che ci sputino.  E mi  piacerebbe, ancora,   un partito che si rifà all'inno nazionale... ricordando quel "marchons marchons" che i francesi cantano ancora con entusiasmo e partecipazione.
Avrebbe avuto successo, qui, una persona che in due e due quattro s'è inventata un partito politico e con quello ha vinto le elezioni? Ma sì, certo...  è ancora qui ed è per questo che auguro maggiore fortuna ai francesi.


martedì 9 maggio 2017

9 maggio 1978 - 9 maggio 2017


Dedicato a Peppino Impastato 
che un lontano 9 maggio 1978 
è stato ucciso dalla mafia 
affinchè  nessuno scordi 
nè il suo  sacrificio nè il suo messaggio.  

Facciamoci contagiare dal senso di giustizia
e  dalla rabbia che vuol cambiare di Peppino.




Modena City Ramblers - I Cento Passi




Luf - Vorrei

lunedì 8 maggio 2017

Dritti e rovesci

Basta l'età per dirsi giovane?
A quarant'anni si è giovani per modo di dire perchè si è "nel mezzo del cammin di nostra vita" ma se si viaggia su vecchie carriole non si può che, a qualunque età,  dirsi vecchi. Come capita spesso, qui.

Macron pare giovane ma staremo a vedere... intanto gli porgo tanti auguri perche possa formare, senza incertezze,  il suo governo e mantenere le promesse che al suo discorso di insediamento sono piaciute.



domenica 7 maggio 2017

Calamandrei e "l'afa morale delle città"

Scrive Calamandrei:
"Nella Costituzione  è scritta a chiare lettere la condanna dell’ordinamento sociale in cui viviamo: ma finché una condanna non viene eseguita, rimane incompiuta".
Queste  parole hanno sessant'anni ma non li dimostrano... tanto che  paiono scritte questa mattina.

Dall'impegno e dalle parole che ci ha lasciato in eredità  quella persona straordinaria che è stato Piero Calamandrei, è nato uno spettacolo di parole, musica e fotografie:   “L’aria della libertà – L’Italia di Piero Calamandrei”  ed è messo in scena da Nino Criscenti e Tomaso Montanari al Teatro Olimpico di Roma  lunedì 8 maggio 2017  alle ore 21.15.
Poi sarà  a Reggio Emilia  al Teatro Ariosto   lunedì 15 maggio alle  ore 21

IN QUESTO ARTICOLO , breve ma tutto da leggere, è spiegato come  solo la cultura sia Vita  e renda ogni individuo una Persona in grado di scegliere.

Evviva  chi, ostinatamente, tiene  ancora la rotta e insegna che le vie da seguire sono  sempre e solo quelle della giustizia sociale.


giovedì 4 maggio 2017


La Camera, quest'oggi, ha approvato la legge che consente di sparare in casa propria come mezzo di difesa.
Il provvedimento passerà ora al Senato ma non  so se osare sperare che dica un bel NO.

Se sarà normale avere un'arma in casa,  familiarizzeremo con la sua presenza ma con  quella cosa terribile  non so come faremo a sentirci tranquilli...  i nostri bimbi potrebbero scambiarla per un  gioco o potrebbe rappresentare  la tentazione  in un momento d'ira o di sconforto, o usata per errore.  L'America insegna, purtroppo.
"Ho un'arma e posso usarla" può  risvegliare,  secondo me,  gli istinti peggiori e noi non potremo essere  più tranquilli.  No, io sicuramente no.
La politica ci lascia sempre più sbigottiti e soli.

martedì 2 maggio 2017

Ricordi

 Ero piccina quando ci trasferimmo dal centro storico  in una casetta di prima periferia che a quell'epoca era scarsamente abitata. Dopo un paesaggio di nobili mattoni e cemento, abitammo una terra quasi straniera fatta di prati,  insetti, fiori  e  frutti che spuntavano prodigiosamente dalla terra e dai rami.
I miei fratelli ed io ci sentimmo presto  padroni di tutto e ci stupì  la domanda che il  babbo un giorno ci fece. Chiedeva se conoscessimo bene  la nostra casa... se  eravamo certi di riconoscerla fra  le casette unifamiliari che si rincorrevano sulla stradina che portava a quella principale e quella domanda ebbe come risposta  tre decisi sì.
Poco dopo ci disse che si sarebbe fatta una passeggiata e, avvertita la mamma, uscimmo di casa per incamminarci su una via che portava ad una piccola altura. Durante il percorso il babbo ci pregò di non voltarci e noi ubbidimmo perchè i suoi ordini non erano mai  in discussione.  Ardevo dalla voglia di voltarmi ma,  pur non conoscendo la triste sorte capitata alla povera moglie di Lot, non lo feci.
Arrivati alla sommità della stradina, il babbo ci permise di voltarci e, puntando il dito sul gruppetto di case dov'era fra le altre  la nostra,  ci chiese di indicarla.  Fummo sgomenti e cercammo invano un riferimento che ce la facesse riconoscere... dov'era il grande ciliegio che sorgeva alla destra della casa? e  l'enorme cespuglio di ortensie rosa e azzurre?.. e il roseto tanto caro alla mamma?   Se il babbo rimase deluso per il fatto che nessuno avesse menzionato il quadratino di orto che l'impegnava la domenica, non lo diede a vedere e tornammo verso casa.
Ci rendemmo conto che, da lontano, le casette parevano tutte uguali e neppure quando il babbo ci diede una piccola indicazione fummo certi di quale fosse la nostra. Man mano che ci avvicinavamo, però, spuntarono il ciliegio, le ortensie, le rose, l'altalena ed anche, per ultimo, l'orticello e  tutti i particolari che distinguevano la nostra casa dalle altre.
Nell'ultimo tratto di strada,  ormai sul cancello di casa, il babbo si inoltrò in un discorso che ci risultò incomprensibile. Disse che le cose viste da troppo vicino non si vedono bene e che è utile vederle anche da lontano.  Che discorsi strani faceva il babbo ma certamente sbagliava perchè  le cose si vedono meglio da vicino, che diamine.
Il babbo,  lo capii molto più tardi,  intendeva insegnarci a guardare  i fatti e le cose  che accadono oltre  il limite imposto dai nostri occhi e ci aveva  portati in cima alla stradina per dircelo.


lunedì 1 maggio 2017

Due brevi conti

Le primarie sono un grande affare e non ci si meravigli se le "consultazioni" sono tanto gradite a chi le promuove.
Facciamo due conti.

- Gli iscritti al partito democratico italiano ( Secondo il sito di riferimento)  sono  405.041 e il loro voto non è soggetto a pagamento. .
- Gli elettori a questa consultazione sono stati 1.833.134 (calcolati  sommando le preferenze)
- Gli elettori paganti sono stati quindi 1.428.093
- Moltiplicando la cifra precedente per i due euro necessari al voto dà come risultato euro 2.856.186.
Una bella sommetta, no?

Viva le primarie, quindi.

domenica 30 aprile 2017

Sogno


Sogno

Sogno un giorno in cui io, come fatto usuale,  
non capirò le ragioni  altrui ma le riconoscerò 
senza volerle cambiare 
e che l'altro faccia altrettanto con le mie.

Sari